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Call for papers - Convegno di Studi "Specialità e differenziazione. Le nuove frontiere del regionalismo italiano" - Abstract entro il 30 ottobre 2019

Il Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche dell’Università degli Studi di Messina, in collaborazione con Nuove autonomie. Rivista di diritto pubblico, intende organizzare un Convegno di studi sul tema Specialità e differenziazione. Le nuove frontiere del regionalismo italiano.

Il tema generale si articolerà in tre specifici profili di analisi:

a) L’attuazione dell’art. 116, comma 3, Cost. e le prospettive dell’autonomia speciale

L’attuazione del regionalismo differenziato pone diversi problemi sia in riferimento alle procedure da seguire per la devoluzione delle competenze di cui 2discorre la normativa in esame, sia riguardo alla differenza, costituzionalmente prevista, tra autonomia speciale ex art. 116, commi 1 e 2, e autonomia differenziata ex art. 116, comma 3. In questo primo panel saranno trattate, innanzitutto, le questioni inerenti all’attuazione della normativa in esame, come, a titolo meramente esemplificativo, la necessità o meno di una legge attuativa dell’art. 116, comma 3, Cost.; i problemi relativi all’iniziativa del procedimento, alle modalità di consultazione degli enti locali, al rapporto tra intesa e legge rinforzata che disciplina l’autonomia differenziata e al ruolo da riconoscersi alle Camere nell’intero procedimento di differenziazione; nonché quelli riguardanti i controlli sullo svolgimento delle competenze devolute, i poteri sostitutivi, la reversibilità del procedimento di differenziazione, ecc.; e ancora quelli relativi all’impatto della stessa differenziazione sui rapporti tra legislazione statale e regionale, alla luce degli orientamenti della Corte costituzionale. Saranno, inoltre, oggetto di approfondimento il tema dell’applicabilità dell’art. 116, comma 3, Cost. alle Regioni a statuto speciale, anche in base alla «clausola di maggior favore» prevista dall’art. 10 della legge costituzionale n. 3/2001, nonché quello dei rapporti tra autonomia differenziata e autonomia speciale, nella cornice di una più ampia riflessione sui caratteri che potrebbe assumere la forma di Stato a seguito dell’attuazione del regionalismo differenziato.

b) Regionalismo differenziato tra efficienza amministrativa e solidarietà economico-sociale

L’art. 116, comma 3, Cost. prevede che l’attribuzione delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia debba avere luogo nel rispetto dei principi di cui all’art. 119 Cost., ossia quelli di equilibrio del bilancio, di coesione e di solidarietà sociale. Il filo conduttore del dibattito che avrà luogo nel secondo panel sarà la dialettica tra le esigenze di efficienza amministrativa e quelle di attuazione della solidarietà economico-sociale. Si verificherà, più in generale, la fondatezza della visione funzionalista dell’autonomia regionale, che pare ispirare il regionalismo differenziato previsto dall’art. 116, comma 3. Si esamineranno, in particolare, i rischi insiti in un processo di differenziazione che potrebbe trovare compimento in assenza della predisposizione delle garanzie previste dalla Costituzione e dalla legge n. 42/2009 sul federalismo fiscale, nonché delle altre condizioni normative logicamente precedenti l’attribuzione delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni. Si esamineranno, inoltre, le soluzioni inerenti ai profili finanziari della differenziazione, verso le quali si stanno orientando il Governo e le tre Regioni promotrici dell’attuale processo di attuazione 3dell’art. 116, comma 3, Cost. (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna), anche alla luce delle ultime bozze di intesa.

c) Attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost. e principio di sussidiarietà

Il terzo panel sarà dedicato ai riflessi del processo di attuazione del regionalismo differenziato sull’assetto delle funzioni amministrative e sull’allocazione delle stesse. Tra i profili che costituiranno oggetto di analisi si segnala, in particolare, il problema della compatibilità dell’attribuzione di funzioni amministrative alla Regione con il principio di sussidiarietà verticale previsto dall’art. 118, comma 1, Cost. il quale, com’è noto, prevede un criterio di preferenza per i Comuni, facendo salva la possibilità che per assicurare l’esercizio unitario di determinate funzioni amministrative, queste siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Si approfondirà, inoltre, il tema degli spazi che residueranno per la sussidiarietà orizzontale, riconosciuta dall’art. 118, comma 4, Cost., a seguito del processo di differenziazione. Saranno, infine, esaminati i rischi che l’attuazione dell’art. 116, comma 3, Cost. comporta per l’autonomia degli enti locali, che, in mancanza di adeguate forme di raccordo e di partecipazione nell’esercizio delle funzioni amministrative, potrebbero essere penalizzati dall’affermazione di un nuovo “centralismo regionale”.

Per le modalità organizzative e l'invio dei contributi consultare l'allegato.


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