L’approvazione dei Decreti Ministeriali nn. 1648 e 1649 del 19 dicembre 2023 e del Decreto Ministeriale n. 639 del 2 maggio 2024 conclude un percorso di riforma, iniziato nella primavera del 2022, al quale l’Associazione Italiana dei Costituzionalisti ha prestato la massima attenzione, in ragione della sua missione statutaria di promozione e difesa «delle peculiarità della cultura costituzionalistica, anche con riferimento alla formazione universitaria».
Rispetto alle ipotesi iniziali l’AIC ha fatto propria la forte preoccupazione, manifestata in varie sedi, per un processo di revisione dei SSD – ridotta all’identificazione con i settori concorsuali – che, combinato con la prospettata riforma dell’ordinamento didattico e delle classi di laurea, avrebbe rischiato «di provocare serie e non positive conseguenze quanto all’erogazione della didattica per il SC 12/C1, alla luce della scomparsa del SSD IUS/09, ora presente negli ordinamenti di diversi Corsi di Studio di Scienze politiche, Economia, Sociologia, Servizi Sociali, ecc…». Così il Consiglio direttivo dell’Associazione ha proposto di integrare i SSD del Diritto costituzionale e del Diritto pubblico in un nuovo settore SSD che avrebbe potuto assumere la denominazione di Diritto costituzionale e pubblico, suggerendo una declaratoria articolata e comprensiva, capace di coniugare ed aggiornare i temi classici dei due SSD.
La proposta del Consiglio Direttivo dell’Associazione è stata sostanzialmente accolta dal DM 639 del 2024, sia per quel che concerne la denominazione del nuovo SSD GIUR-05/A, sia per quel che concerne le declaratorie dello stesso SSD e del Gruppo scientifico disciplinare GIUR-05, che accolgono le istanze di apertura e integrazione da essa avanzate.
Si deve tuttavia considerare che con la riforma degli ordinamenti didattici e delle classi di laurea – che precedendo quella dei SSD impone oggi una interpretazione adeguatrice alla luce della tabella sulle corrispondenze di cui all’allegato B del DM 639 del 2024 – non è stata colta la possibilità di innovare rispetto al passato e di riconoscere appieno l’importanza delle discipline ricomprese nel SSD GIUR-05A nei corsi di studio diversi da quelli strettamente giuridici.
La lettura dell’allegato al DM 1648 del 2023 evidenzia come l’insegnamento delle discipline pubblicistiche, prima riferite al SSD IUS-09 e ora riconducibili al SSD GIUR-05 A (ma anche al SSD GIUR-06 A), pur trovando uno spazio significativo tra le attività di base e caratterizzanti di diversi corsi di studio, potrebbe essere compresso da scelte condotte in sede locale dalle unità didattiche e dai Dipartimenti. A titolo di esempio si può considerare la situazione per le classi di laurea L-18 (in Scienze dell'economia e della gestione aziendale) e L-33 (in Scienze economiche) per le quali l’equiparazione, e pertanto la possibile alternativa tra discipline privatistiche e pubblicistiche, potrebbe indurre a scegliere di non attivare l’insegnamento delle seconde. È del tutto evidente che la mancata previsione della obbligatorietà delle discipline pubblicistiche nel quadro dell’offerta formativa di tali corsi di laurea è dipesa dalla considerazione della loro importanza che ha indotto a ritenere superflua una specifica previsione normativa. Si è tratta però di una posizione ottimistica. È stato infatti segnalato al Direttivo dell’Associazione che prestigiose sedi universitarie hanno già strutturato l’offerta formativa dei corsi di laurea in classe L-18 e L-33 escludendone lo studio del Diritto pubblico e costituzionale. L’Associazione Italiana dei Costituzionalisti non può che disapprovare con fermezza decisioni che fraintendendo il senso della autonomia universitaria recano grave danno agli studenti e ai laureati che saranno costretti a reperire altrove – sopportando costi aggiuntivi rilevanti – le competenze giuspubblicistiche necessarie per accedere alle professioni indicate come profili in uscita dalle schede SUA di quegli stessi Corsi di Studio.
In tale prospettiva l’Associazione Italiana dei Costituzionalisti rivolge un appello ai Presidenti di Corso di Studio di area 11, 12 e 13, affinché tengano nella massima considerazione il ruolo delle discipline giuspubblicistiche, ed in particolare del Diritto costituzionale e pubblico, con particolare riguardo alla coerenza dell’offerta formativa con gli obiettivi dichiarati nelle schede SUA.
Lo stesso appello è rivolto al Consiglio direttivo dell’ANVUR in relazione alle valutazioni di accreditamento iniziale e periodico degli stessi corsi di studio.
Il Consiglio Direttivo
10 giugno 2024


