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In ricordo di Beniamino Caravita di Toritto

Il 25 novembre 2021, all’età di 67 anni, è mancato il prof. Beniamino Caravita di Toritto, illustre costituzionalista, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università di Roma La Sapienza, Vice Presidente della nostra Associazione, nonché Presidente della Conferenza delle Associazioni scientifiche di area giuridica.

Mancherà a noi costituzionalisti ed a tutta scienza giuridica italiana il contributo prezioso della Sua intelligenza brillante, della Sua profonda   cultura, della Sua passione nella battaglia delle idee nel vasto campo delle istituzioni, della loro struttura e della loro vita concreta. Beniamino, pur possedendo una solidissima preparazione teorica, non era uno studioso astratto, costruttore di formali architetture slegate dalla palpitante attualità della politica e della società civile. Questa Sua attenzione ai rapporti reali lo portava ad impegnarsi nelle sedi dove il diritto viene applicato, in forma amministrativa e giurisdizionale. Di qui la sua intensa attività forense e la sua partecipazione a commissioni e gruppi di studio formati per offrire alla p.a. proposte utili per importanti iniziative di riforma in campi diversi, tra i quali spicca, per qualità e quantità di apporti, quello del regionalismo. Forte sostenitore dell’autonomia e del decentramento, fondò una rivista telematica, dal titolo significativo “federalismi.it”, divenuta in breve tempo una delle più autorevoli voci nel panorama delle riviste costituzionalistica, collocata in fascia A.

Come avvocato, serbo il personale ricordo della trattazione, da parte Sua, di rilevanti questioni davanti alla Corte costituzionale, occasioni che gli davano la possibilità di dimostrare una non comune attitudine a fondere – come accennavo prima – la teoria e la pratica, la sicura padronanza della dottrina e la percezione acuta della specificità del caso in discussione. Era sanguigno, irruento talvolta, ma sempre portatore di tesi difensive brillantemente concepite e sostenute, senza mai eccedere in prospettazioni eccentriche, ma anche con il coraggio di additare soluzioni delle controversie non scontate, frutto di rigorosa razionalità giuridica e di costante apertura all’innovazione metodologica e concettuale.

La sua produzione scientifica è stata molto ampia e variegata, dall’iniziale monografia sull’eguaglianza sostanziale alle ultime opere sul federalizing process europeo e sulla dissenting opinion nelle decisioni della Corte costituzionale. Di notevole rilievo i suoi contributi sull’interpretazione e l’attuazione delle norme riformatrici del Titolo V della Costituzione, ove ha avuto modo di riversare la sua concezione autonomistica del sistema costituzionale, non mancando di mettere in evidenza la delusione di chi sperava molto dalla revisione del 2001 ed era stato costretto, come molti di noi, a prendere atto dei ritardi e spesso della miseria della realtà politica.

Come componente e Vice Presidente del Consiglio direttivo dell’AIC, Beniamino ha profuso, come in tutte le Sue attività, attivismo ed entusiasmo, divenendo peraltro, come accennavo all’inizio, Presidente della Casag. Ha continuato sino all’ultimo a dare il suo prezioso contributo, nonostante l’incalzare del male, che doveva, alla fine, stroncare la Sua forte fibra. Quelli che lo abbiamo seguito ricorderemo a lungo la lucida e profonda relazione svolta in un recentissimo convegno organizzato dall’AIC sull’autonomia universitaria, altro tema che lo attraeva moltissimo e sul quale ha sviluppato considerazioni molto sagge, anche se, ahimè, amare sulla crescente prevalenza della quantità sulla qualità nella valutazione dei prodotti della ricerca scientifica in Italia.

Vedevamo, negli ultimi tempi, la Sua sofferenza, che non offuscava il Suo ingegno, ma, se possibile, lo esaltava. Beniamino era un combattente e come tale è morto, partecipando impavido a molteplici iniziative di studio e di riflessione. Si può dire, senza temere la retorica, che è morto sul campo. Addio, caro amico e collega, e grazie per l’eredità che ci hai lasciato.

Gaetano Silvestri

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