Nel corso dell’Assemblea annuale dell’AIC, svoltasi nei giorni 10 e 11 ottobre 2025 presso l’Università degli studi di Torino, l’Assemblea stessa ha approvato il seguente ordine del giorno: “L’Assemblea, visto il documento su Gaza, ringrazia il Consiglio direttivo per averlo presentato, ne approva le linee generali e dà mandato al direttivo di raccogliere all’unanimità i contributi proposti nel dibattito e di diffonderlo”.
Il Consiglio direttivo dell’AIC, in data 15 novembre 2025, ha approvato il seguente documento con otto voti a favore (R. Balduzzi, A. Ciancio, G. Sorrenti, A. Pertici, G. Ferraiuolo, L. Buffoni, M. Troisi e B. Liberali) e un voto contrario (L. Scaffardi). [Leggi il verbale della XIV riunione del Consiglio direttivo]
“Nell’auspicio che la tregua a Gaza, tanto agognata e insieme tanto fragile, possa essere duratura e condurre alla pace, ci sentiamo di rappresentare, come costituzionalisti italiani, un doveroso punto di vista, sostenuto dalla nostra esperienza scientifica, su quanto accaduto in questi anni.
I fatti chiamano la nostra scienza alla sua responsabilità, e la comunità dei costituzionalisti alla riaffermazione della cultura della Costituzione.
La tragedia di Gaza, con il massacro della popolazione, avviene in un contesto generale di crisi internazionale e di affermazione di sistemi autocratici, per i quali gli stati di guerra endemici e tendenzialmente perpetui sono un fattore di rafforzamento e di sopravvivenza. E ciò avviene perfino nel cuore dell’Europa, come anche la vicenda ucraina dimostra.
La sequenza di orrori che ha travolto Gaza è stata innescata dall’incrocio nefasto tra la sanguinaria leadership di Hamas – responsabile del pogrom del 7 ottobre 2023, coi suoi milleduecento morti e con la presa in ostaggio di duecentocinquanta persone – e l’autoritario e spietato Governo israeliano.
Sotto i nostri occhi si è manifestato il feroce accanimento sul popolo Gazawi, con settantamila morti e la distruzione quasi totale delle infrastrutture civili.
Ci si è interrogati e ci si interroga sulla qualificazione giuridica di quanto accaduto e rischia di continuare ad accadere, alla luce della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 9 dicembre 1948, e del Rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite.
La domanda, molto rilevante già oggi (ancorché offuscata dalla fattualità, che vede il tentativo di distruggere Gaza come entità umana nel suo insediamento territoriale), lo sarà ancora più in futuro, quando i responsabili dei crimini, commessi da ambo le parti ed oscenamente esibiti sotto gli occhi del mondo, potranno essere condotti nelle sedi della giustizia penale internazionale.
Di fronte a tanto, l’Associazione italiana dei costituzionalisti chiama in causa tutti i decisori politici, affinché siano riaffermati i valori della civiltà giuridica e garantiti anche ai palestinesi i diritti fondamentali. E ciò, senza tacere rispetto ai tanti luoghi di conflitto e alla crescente volontà di risolvere le controversie internazionali non attraverso l’impiego degli strumenti della diplomazia, del dialogo e del diritto, ma mediante la forza militare, la disinformazione pianificata, gli attacchi informatici e altri consimili mezzi di offesa.”


