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Call "La pace e la guerra nella Costituzione"

Invito a partecipare al dibattito

La trattazione del tema universale della pace e della guerra, evocando categorie quali il territorio, la sovranità, il potere, la forza e la violenza, ha sempre sollevato a monte un acceso dibattito tra opposte opzioni metodologiche, oscillanti tra approccio normativista e approccio giusrealista. Lasciando qui impregiudicata la definizione del corretto punto di equilibrio tra l’una e l’altra posizione, l’intelaiatura dell’art. 11 Cost., i richiami al diritto internazionale con i vincoli da esso discendenti (Statuto NU e Convenzioni di Ginevra) e quello al diritto euro-unitario – contenuti in Costituzione – definiscono le coordinate entro cui indagare il fondamento della legittimazione dell’uso della forza nell’ordinamento italiano.

Alla luce della subordinazione degli obblighi internazionali al rispetto dei principi fondamentali e dei diritti inviolabili (Corte cost., sent. n. 238 del 2014), come si può configurare la kelseniana “pace attraverso il diritto” e perseguire la giustizia fra le Nazioni, binomio cui l’art. 11 Cost. riconduce le limitazioni di sovranità che possono legittimamente discendere dall’appartenenza ad organizzazioni internazionali? Dinanzi agli eterogenei sviluppi delle forme di conflittualità internazionale – peace keaping, peace enforcing, guerra umanitaria (che riproduce l’antico bellum iustum), legittima difesa preventiva, fino alle nozioni di guerra ibrida, commerciale e cibernetica – quale è la latitudine delle determinazioni che i soggetti investiti di potere politico possono validamente adottare? Quali chiavi di lettura assiologiche presenti nella tavola costituzionale consentono di orientarsi tra pacifismo, disarmo, riarmo e “transarmo” (nel senso proposto da J. Galtung)?

In quale misura lo schema costituzionale (art. 78), incentrato sulla convergenza tra Governo e Parlamento e sul compito dichiarativo del Capo dello Stato, subisce nell’esperienza, a seconda dei casi e delle forme di conflitto, alterazioni o conferme? Fino a qual punto l’immediatezza e l’efficacia nell’esecuzione, richieste dalle istituzioni e dagli organismi di sicurezza internazionale, possono determinare – nella prassi – accentuazioni del ruolo del Consiglio supremo di difesa sino a farne, da organo consultivo in posizione mediana tra Governo e Parlamento, una sorta di “gabinetto di crisi”? Quale relazione sussiste, infine, tra la decisione relativa alla “partecipazione” alla guerra e la distinta decisione relativa all’attivazione delle misure costituzionali implicate dall’instaurazione dello “stato di guerra”?

L’invito è a prendere parola, con un breve intervento libero, negli spazi di dibattito che seguiranno a ciascun intervento programmato al Seminario sul tema “La pace e la guerra nella Costituzione”, che si svolgerà ad Anacapri il 20 giugno p.v. (si veda qui il programma).

 

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L'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è iscritta al Registro degli Operatori della Comunicazione a far data dal 09.10.2013 con n. 23897.


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