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di Mario Esposito

La riflessione di Sandro Staiano coglie un punto davvero essenziale: la funzione della revisione nella nostra concreta esperienza costituzionale, con stretta attinenza ai dati storici e resistendo (a mio avviso opportunamente) alla tentazione di affidarsi all’apparato concettuale, di vago sapore teologico, che, sull’assunto di una vocazione all’eternità degli atti normativi apicali, individua e distingue moti, mutamenti, sospensioni, rotture e via catalogando.

di Annamaria Poggi

La lettera di Sandro Staiano va decisamente controcorrente in un momento in cui il dibattito, anche tra i costituzionalisti, vede già l’arena dividersi tra presidenzialisti e contrari al presidenzialismo; quasi-presidenzialisti e affezionati all’attuale forma di governo seppure razionalizzata, altre alternative etc., tutto ciò condito un po’ ovunque con la formula “ciò che serve al Paese”.

di Raffaele Manfrellotti

L’opportuna sollecitazione del Presidente sul revisionismo costituzionale stimola la riflessione sull’attualità della Carta a 75 anni dalla sua entrata in vigore. I termini di tale riflessione mi sembrano chiari nella loro nettezza: o la Costituzione è ancora in grado di esprimere quanto meno i valori di fondo della nazione, oppure non lo è.

di Giovanni Bianco

1.L’argomento della revisione costituzionale è di certo ricco di suggestioni teoretiche e dommatiche, specie se colto nel prisma dell’ispirazione democratica della Costituzione, formalmente non messa in discussione con riferimento ai principi fondamentali che individuano la forma di Stato, ma sostanzialmente “modellata” a seconda delle maggioranze governanti e delle mai sopite tentazioni “costituenti”.

di Sandro Staiano

Una definizione stipulativa preliminare è forse opportuna (poiché la locuzione è stata adoperata in altro, molto più ampio, senso, per designare alcune conseguenze della crisi attuale del costituzionalismo e l’offuscamento delle categorie che ne costituiscono l’impalcatura teorica): il revisionismo costituzionale di cui si parla qui, da un angolo visuale più limitato e con minori ambizioni teoriche, è un orientamento culturale e una prassi politica di interventi (proposti, tentati, compiuti) sul testo della Costituzione rivolti a interrompere o deviare i processi di attuazione costituzionale, processi che sarebbero destinati a svolgersi, secondo le premesse che la Costituzione stessa pone, sotto l’impulso delle leggi ordinarie, delle giurisprudenze, delle convenzioni, dell’integrazione multilivello.

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