di Antonio D’Andrea
1. Sandro Staiano ha avuto il merito di toccare questioni di fondo che intersecano tematiche squisitamente costituzionalistiche con uno sfondo teorico impegnativo che in realtà interpella la coscienza non solo dei giuristi.
di Antonio D’Andrea
1. Sandro Staiano ha avuto il merito di toccare questioni di fondo che intersecano tematiche squisitamente costituzionalistiche con uno sfondo teorico impegnativo che in realtà interpella la coscienza non solo dei giuristi.
di Sandro Staiano
1. Allo stato delle cose, osservando le forti dinamiche che sospingono gli ordinamenti costituzionali, ci si può sensatamente interrogare sulla possibilità di eventi estintivi-trasformativi vicini nel tempo, e sugli strumenti di decisione politica necessari per orientarli, ammesso che siano disponibili e vi siano soggetti in grado di adoperarli.
Una volta postulato che noi – noi giuristi, noi costituzionalisti, in ispecie – ci riferiamo a sistemi complessi, cioè a sistemi in cui agiscono numerosi fattori interdipendenti, la cui interazione, in ragione della sua ricchezza, consente il conseguimento di un equilibrio in certa misura autorganizzato, si tratta di comprendere quali siano le condizioni attuali di questo equilibrio (senza cedere alla mediocre ideologia dell’apocalisse o a quella, almeno altrettanto mediocre, della rivalsa sulla storia delle Costituzioni democratiche occidentali).