di Elena Malfatti
1. Fra i moltissimi stimoli offerti da Benedetta Liberali, mi soffermerò in breve su un elemento che emerge in controluce, nella giurisprudenza dell’ultimo decennio. Apparentemente, infatti, siamo di fronte a una prassi qualificabile – per il contributo reso dalla Corte alla costruzione dei modelli familiari - come assai aperturista, al cospetto di interessi di natura costituzionale che il legislatore ha composto talvolta in modo problematico, e che essa viene variamente a (ri)qualificare, con formule tra le quali spicca, direi, per innovatività del lessico adoperato, quella della «autodeterminazione orientata alla genitorialità» (33 e 69/25). E tuttavia non sembrerebbero mancare strategie, che la stessa Corte mette in campo per delimitare il proprio intervento, mostrando a rovescio una significativa attenzione per le scelte del decisore politico. Direi che tale modus operandi della Corte si apprezza su tre livelli.


