di Carlo Amirante
La lettera di Renato Balduzzi sul decreto-legge sicurezza (4/2025) non è solo un appello ai costituzionalisti perché s’impegnino a mettere in evidenza le non poche ipotesi d’incostituzionalità che esso contiene.
Infatti, è innanzitutto una convincente riflessione – che dovrebbe preoccupare con i giuristi tutti i cittadini che hanno a cuore la democrazia, i suoi valori e le istituzioni che ne promuovono e garantiscono l’effettività – sui rischi divenuti purtroppo già realtà di una così progressiva e inarrestata delegittimazione del Parlamento, da giustificare l’opinione sempre più diffusa e passivamente (a quanto sembra) accettata del consolidamento di un regime autoritario. Un regime che pur restando formalmente costituzionale si avvia a consentire una forma di governo in cui il “capo” decide, in particolare a livello europeo e internazionale ma spesso anche in politica interna, ignorando e snobbando il dibattito parlamentare.


