di Pier Luigi Petrillo
La riflessione avviata dalla lettera di Elisabetta Catelani sulla rappresentanza di interessi - e proseguita dai colleghi Andrea Longo e Luca Longhi - affronta una questione centrale delle democrazie del tempo presente, che purtroppo per molti anni è stata considerata marginale negli studi del diritto pubblico. Come ricorda Elisabetta Catelani, il processo decisionale pubblico nelle democrazie contemporanee è la naturale conseguenza di un continuo confronto tra interessi contrapposti ed è legittimo, quando non auspicabile, che i singoli portatori di questi interessi aspirino a trasfondere nell'atto conclusivo del procedimento il soddisfacimento dei propri obiettivi. La legittimazione di questa aspirazione è da ritrovarsi nella natura pluralista di ogni Stato democratico, a tal punto che – come è stato sottolineato in altre sedi- laddove non c'è democrazia non può esserci lobbying.


