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Peter Häberle. In memoriam

Ieri, 6 ottobre 2025, è mancato a München, all’età di 91 anni, Peter Häberle, una delle figure più illustri della scienza costituzionalistica europea, autore di opere fondamentali, sulle quali si sono formate generazioni di studiosi, e socio da molti anni della Associazione italiana dei costituzionalisti.

Nato a Göppingen nel 1934, Häberle aveva compiuto gli studi universitari a Freiburg i.Br., dove fu avviato alla ricerca da Konrad Hesse, il Maestro con il quale avrebbe conservato, nel corso degli anni, un legame profondo. La formazione di Häberle si svolse pertanto all’interno di una delle due grandi scuole costituzionalistiche tedesche, quella di Rudolf Smend e della Integrationslehre. Ha insegnato nelle Università di Marburg, Augsburg e dal 1981 a Bayreuth. Ha inoltre tenuto per anni l’insegnamento di diritto costituzionale e filosofia del diritto nella Università di St. Gallen, e nel biennio 1992-93 è stato Fellow del Wissenschaftskolleg zu Berlin.  

Ha guidato, nel suo lungo impegno universitario, una schiera di allievi, che hanno insegnato ed insegnano nelle più prestigiose università tedesche, dando impulso ad una scuola autorevole, caratterizzata da pluralismo e rigore scientifico. Grazie al suo impegno costante e ad opere che hanno suscitato amplissima eco scientifica, Häberle è stato un punto di riferimento importante nella cultura costituzionale della Bundesrepublik. Ne offre una testimonianza emblematica il volume a lui dedicato nella prestigiosa collana Staatsverständnisse, dal titolo Verfassungs-Kultur. Staat, Europa und pluralistische Gesellschaft bei Peter Häberle (Baden Baden 2016).   

E’ stata molto significativa la recezione delle sue opere, con numerose traduzioni in Europa e fuori dall’Europa e monografie a lui dedicate in diversi paesi. E’ significativo il titolo, Die Verfassung in Diskurs der Welt, che reca la raccolta degli scritti a lui dedicata dagli allievi.  E’ così fiorita una schiera di allievi, in Italia, in Francia, in Spagna, nell’America latina, in Giappone e nella Corea del sud, che hanno diffuso il pensiero di Häberle in tutto il mondo, grazie alla ispirazione pluralistica della sua dottrina della costituzione. E’ anche grazie a questa rete di rapporti in un Kreis affiatato di amici, colleghi ed allievi, che il magistero häberliano ha avuto così larga diffusione. Tantissimi i riconoscimenti ricevuti, dalla cooptazione nelle più prestigiose accademie culturali tedesche alle lauree honoris causa ricevute in Spagna, Brasile, Messico e Perù.

Peter Häberle ha avuto un rapporto profondo con l’Italia, alimentato da una grande passione per la nostra arte e la nostra cultura, ma anche dai tanti legami scientifici e di amicizia stretti nel corso dei frequenti soggiorni in Italia, in particolare come professore visitatore a Roma, presso La Sapienza e Tor Vergata, ed a Torino. Numerose le traduzioni delle sue opere nel nostro paese. Ricordo le principali: I diritti fondamentali nello stato costituzionale (1993, a mia cura); Diritto e verità (2000, a cura di G. Zagrebelsky);  Per una dottrina costituzionale come scienza della cultura (2001, a cura di J.Lüther); Cultura dei diritti e diritti della cultura nello spazio costituzionale europeo (2003, a cura di A. D’Atena); Lo stato costituzionale (2005, a cura di A.A. Cervati).

Peter Häberle ha elaborato, nell’arco di oltre sessant’anni, una teoria pluralistica della costituzione (Die Verfassung als öffentlicher Prozess, 1978), che rappresenta una pietra miliare della scienza costituzionalistica europea. Espressioni quali Verfassung des Puralismus, kooperativer Verfassungsstaat, offene Gesellschaft der Verfassungsinterpreten, gemeineuropäisches Verfassungsrecht sono oramai entrate a far parte del patrimonio culturale della dottrina costituzionalistica in Europa, in America ed in Asia. Il pluralismo rappresenta la cifra fondamentale dell’insegnamento e dell’opera di Peter Häberle, lungo un itinerario intellettuale che si è mosso inizialmente sul terreno della interpretazione dei Grundrechte, per poi allargare gradualmente il campo e giungere alla elaborazione di una Verfassungslehre als Kulturwissenschaft (1982, 1998), che si sviluppa entro gli orizzonti della comparazione giuridica, intesa come comparazione tra culture. Si inseriscono in questo percorso l’insegnamento häberliano della comparazione come “canone” della interpretazione, sviluppato attraverso opere di taglio teorico (Rechtsvergleichung im Kraftfeld des Verfassungsstaates, 1992), così come attraverso l’ingente mole di ricerche e documentazioni comparatistiche promosse per oltre vent’anni nella direzione dello Jahrbuch des öffentlichen Rechts, nella quale egli era succeduto a Gerhard Leibholz, ed altresì l’imponente contributo alla costruzione di un “diritto costituzionale europeo” (Europäische Verfassungslehre, 2001), che ha fatto di Peter Häberle uno dei protagonisti indiscussi degli indirizzi della dottrina costituzionale europea dopo il Trattato di Maastricht.

L’ultimo periodo della riflessione di Peter Häberle è ruotato intorno alla elaborazione teorica del Prinzip Frieden come pilastro di una universale Verfassungslehre (2017). Un insegnamento che lascia a tutti noi, in tempi così cupi e di smarrimento, un messaggio altissimo, ed una grande lezione sul Beruf del giurista come uomo di cultura, e sul “principio speranza” che deve sempre accompagnare la sua opera.

Paolo Ridola

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