Pietro Giuseppe Grasso (Novara, 1930-2026)
Pietro Giuseppe Grasso ci ha lasciato. Con Lui se ne va un altro “grande vecchio”, uno dei Decani del diritto pubblico e costituzionale del nostro Paese. Fino a poco tempo fa era Sua consuetudine lasciare Novara, dove ha sempre risieduto, per tornare in Ateneo a Pavia ed incontrare amici e giovani studiosi intrattenendo, così, un dialogo culturale, scientifico e umano che mai si ebbe ad interrompere nell’intero arco della Sua vita. Non sarebbe giusto, in questa triste circostanza trascurare, seppure per cenni, il contributo di pensiero che Egli ha offerto alla comunità accademica dei giuristi e non sottolineare l’onestà intellettuale, la probità e la rettitudine dell’operato di Pietro Giuseppe Grasso, l’indipendenza nei giudizi e le virtù civiche che sempre hanno sostenuto ed orientato le Sue determinazioni, tanto nelle scelte personali quanto per l’impegno culturale e scientifico. La fedeltà all’antica e perenne dottrina dei Padri della Chiesa ha ispirato molte delle Sue scelte e ha impresso un indirizzo a numerosi Suoi scritti, soprattutto quelli dell’età matura. Il Suo insegnamento è stato prezioso per molte generazioni di studiosi che hanno avuto la possibilità di leggere i Suoi lavori e per gli studenti che hanno frequentato i corsi universitari tenuti a Pavia, a Milano e ad Urbino, nelle Università dove, in momento diversi, ha svolto il Suo magistero universitario. Sebbene il Suo carattere schivo non lo inducesse, mai, a ricercare onori e pubblici riconoscimenti, ricordo che gli fece piacere essere chiamato a fa parte della Reale Accademia del Regno di Spagna di Giurisprudenza e Legislazione dove già sedevano Suoi stimati amici e colleghi per cui accolse, con favore, quel pubblico riconoscimento. Gradì, poi, la pubblicazione, a cura di vari colleghi ed amici, tra cui anche il sottoscritto, di varie raccolte dei Suoi scritti. Negli ultimi anni Pietro Grasso ha continuato ad offrire spunti importanti di riflessione a coloro che hanno avuto modo di seguire le sue lezioni di dottorato. Nella non breve vita dedicata alla ricerca e all’insegnamento Egli non ha mancato di confrontarsi con i più eminenti giuristi, suoi contemporanei, ed anche con diverse generazioni di giovani studiosi suscitando, sempre, curiosità ed interesse. Mi sovviene alla mente la Sua figura, in età già avanzata, china su di un libro, intento a preparare la traccia della lezione, fissando un pensiero sul primo pezzetto di carta che avesse sottomano per passare, subito ad altro, in una pressoché infinita concatenazione di percorsi, di approfondimenti e di citazioni. Quando Grasso raggiunse l’età della quiescenza che Gli consentì di rendere ancora più fitto il dialogo intellettuale intrattenuto con molti colleghi ed amici e di continuare l’opera divulgativa Egli dedicò agli studenti che avevano la possibilità di avvicinarlo, soprattutto nell’ambito del dottorato di ricerca in diritto pubblico, tante rinnovate energie, manifestando, sempre, interesse per gli studi e curiosità intellettuale ed offrendo nuovi spunti per percorsi di ricerca e singole scelte formative.
Di tutto questo non potremo che esserGli perennemente grati.
Giovanni Cordini


