La sua cifra identificante era la semplicità dei modi e l’innata modestia. Avaro di parole ma ricchissimo di sentimenti che manifestava verso tutti, con particolare intensità verso le persone che sentiva a Lui più vicine. Si donava senza darlo a vedere: qualità rara, anzi rarissima, specie nella congiuntura presente in cui il senso di umanità nelle relazioni interpersonali sembra essersi largamente disperso.
Aveva una innata curiosità per i temi più varî, di respiro teorico come pure di carattere storico-politico ovvero legati all’attualità, specie nelle sue più salienti espressioni. Non a caso, tra gli innumerevoli interessi di ricerca che lo hanno portato a trattare delle questioni più disparate, si è dedicato con passione ed acutezza allo studio dei problemi dell’informazione e dell’informatica, coniugando felicemente la ricerca teorica con i suoi concreti utilizzi. Ne dà eloquente testimonianza Consulta on line, un sito pensato e strutturato per le esigenze sia degli studiosi che dei pratici del diritto, conosciuto ed apprezzato in Italia ed all’estero e man mano divenuto un punto di riferimento anche per coloro che non si dedicano esclusivamente all’esame di questioni che fanno capo alla giustizia ed alla giurisprudenza costituzionale.
Infaticabile ed entusiasta costruttore di iniziative scientifiche di vario segno, specie se volte a dare voce ai giovani studiosi, ad offrire loro opportunità che altrimenti non avrebbero avuto e a farsi così conoscere ed apprezzare. Non ha, dunque, esitato ad accogliere la sollecitazione venuta dalla Scuola pisana a partecipare ad un confronto libero ed informale tra amici, prima ancora che tra colleghi, tenutosi nel 1990 sulle più recenti e marcate tendenze della giustizia costituzionale: il seme da cui è poi venuto alla luce il Gruppo di Pisa, del quale peraltro è stato Presidente dal 2010 al 2013. Ha quindi fattivamente concorso alla realizzazione di numerose altre iniziative scientifiche anche in collaborazione con studiosi di altri Paesi, quali le Giornate italo-spagnole, estese poi alla partecipazione di colleghi brasiliani.
Non v’era, in buona sostanza, tema o questione che non suscitasse la sua spiccata curiosità; non di rado, amava discuterne in lunghe conversazioni con gli scriventi, sollecitando quindi l’interlocutore di turno a farne oggetto di uno scritto per Consulta on line: una sua creatura alla quale si è dedicato con una cura ed una passione straordinaria che solo chi gli è sempre stato vicino è in grado di testimoniare.
I suoi interessi di ricerca lo hanno portato a coltivare ambiti materiali anche di respiro sovranazionale: ha, dunque, fatto oggetto di esame anche talune complesse questioni di diritto costituzionale europeo per un verso, di diritto comparato per un altro, con particolare riferimento, quanto a quest’ultimo, all’ordinamento francese di cui era un profondo conoscitore.
Ha prontamente intuito, sin da molti anni addietro, l’importanza delle tecniche di redazione degli atti normativi, progettando e coordinando un Dottorato di ricerca su Metodi e tecniche della formazione e della valutazione delle leggi.
Dall’Università molto ha avuto, specie in riconoscimenti venutigli da ogni dove, ma molto di più lui le ha dato, spendendosi con tutte le sue forze, pur se ormai provato dalla malattia e dalle amarezze che la vita gli ha – ingiustamente – riservato.
Molto altro di lui si potrebbe (e dovrebbe) dire. L’usuale qualifica di Maestro che si dà a studiosi del suo calibro lo faceva sorridere; ogni volta che uno di noi lo chiamava così, si volgeva indietro come a significare chi altri al suo posto ne fosse il vero destinatario. Non si riconosceva, insomma, in questa veste, che sentiva troppo larga per la sua persona, e faticava ad accettare l’idea che potesse darsi un’autentica consuetudine diffusa nel nostro ambiente, soprattutto tra i giovani, in tal senso.
Per noi, comunque, era (ed è) soprattutto un amico, un vero e grande amico, generoso ed affettuoso.
La comunità scientifica perde uno dei suoi più autorevoli componenti; non si perde ma resta il suo magistero: un autentico monumento culturale di granitica consistenza. A noi rimane il ricordo di quasi mezzo secolo di vita trascorso assieme, nella buona e nella cattiva sorte, e il rimpianto per esserci stato troppo presto sottratto.
Arrivederci Lino, ti sia lieve la terra.
Roberto Romboli - Antonio Ruggeri


