Nato a Napoli all’inizio del 1950, si è spento il 30 luglio a Bologna, vittima di un male che - inizialmente in
parte riuscendovi - aveva invano tentato di contrastare.
Studente della Facoltà di Giurisprudenza della Federico II, vi si laureò in Diritto costituzionale col massimo
dei voti e la lode - nel 1972 - con Gianni Ferrara, per restarvi poi quale allievo di Claudio Rossano.
È stato immediatamente dopo assistente ordinario all’Orientale di Napoli, in cui ha percorso (salvo un
triennio palermitano, quale straordinario di Istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica) tutta la
carriera accademica, fino a diventarvi professore ordinario di Diritto costituzionale italiano e comparato, ma
insegnandovi anche Istituzioni di diritto pubblico e Diritto pubblico dell’economia.
Contemporaneamente si sviluppava il suo cursus honorum nel governo dell’Ateneo, con il quale si è
pienamente identificato ed in cui è stato dal 1993 al 1996 Direttore del Dipartimento di Scienze sociali, quindi
pro-rettore dal 1994 al 2001 e successivamente Rettore per due mandati consecutivi, fino al 2008, in tale
veste contribuendo in modo determinante ad allargare la platea dei docenti e degli studenti, nonché il
patrimonio librario ed edilizio e le relazioni internazionali dell’Istituto, ponte culturale proiettato - per la sua
specificità, inscritta del resto nella stessa denominazione - da Napoli verso il mondo mediterraneo e
asiatico. Ha anche presieduto durante la carica il Comitato di Coordinamento Regionale delle Università
Campane.
Uomo sobrio, elegante, ironico, intellettualmente aperto, ma assieme finissimo giurista positivo, aveva scritto
monografie su Ordinamento di governo e comitati interministeriali (Jovene, Napoli, 1981), suGoverno locale
e sistema costituzionale francese (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1984) e suNazionalizzazioni e
privatizzazioni nelle esperienze italiana e francese (Jovene, Napoli, 1992), le due ultime quali segni di una
costante attenzione - mantenuta nel tempo - al Paese transalpino e in genere agli ordinamenti giuridici da
esso influenzati.
Pur onerato di gravosi compiti istituzionali, non aveva mai mancato di intervenire anche successivamente sui
temi di volta in volta più attuali della disciplina, in sede scientifica - con particolare, ma non certo esclusiva,
predilezione per il diritto dell’economia, o più ampiamente per i nessi tra diritto, economia e (geo)politica - e
come giornalista pubblicista.
Era tra l’altro membro dei comitati scientifici delle riviste Diritto pubblico comparato ed europeo e Diritto e
gestione dell’ambiente.
A prova e coronamento del suo impegno civile, dopo la scadenza della carica rettorale - alla quale per
statuto non avrebbe più potuto essere rieletto - è stato deputato nella XVI legislatura per il Partito
Democratico, facendo parte della Commissione Giustizia e creando per esso in Campania la scuola di
formazione e dibattito che chiamò “Futura”.
(s. p.).

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